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Tabanidae
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I mwbatabanidi o mwbqtafànicite-ref-1[1] (mwcgTabanidae mwcwLatreille, 1802) sono una mwdafamiglia mwdqcosmopolita di mwdginsetti dell'mwdwordine dei mweaDitteri (mweqBrachycera: mwegTabanomorpha). Tradizionalmente inclusi nel raggruppamento degli mwewOrthorrhapha o Brachiceri inferiori, rappresentano una delle famiglie più importanti per numero di specie, diffusione e, soprattutto, per la ricorrente mwfaematofagia delle femmine e le implicazioni di carattere sanitario, medico e veterinario. Per questo motivo, i tafani rientrano fra i ditteri più studiati e più conosciuti, sia nella biologia, sia nella sistematica. Vi sono comprese circa 4.400 specie descritte.

I tafani sono conosciuti in mwfginglese con il nome comune di mwfwhorse flies ("mosche cavalline"). Il nome "mosca cavallina" ricorre talvolta anche nell'mwgaitaliano, ma il suo uso è alquanto ambiguo in quanto è usato per indicare anche altri brachiceri ematofagi, in genere la mwgqmwggHippobosca equina oppure la mwgwmwhaStomoxys calcitrans.

Contents

Adulto
Larva
Note

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Descrizione

Apparentemente simili ai comuni mwiamuscoidi, in realtà differiscono da questi per molteplici caratteri. La morfologia dei tafani è infatti caratterizzata dalla presenza di caratteri tipicamente primitivi che risaltano, più o meno evidenti, a un esame più attento. Bisogna specificare che sono attratti dal calore poiché hanno degli occhi termici, perciò l'unico modo efficace per combatterli è l'uso della trappola per tafani.

Adulto

L'adulto dei tabanidi è un insetto di medie o grandi dimensioni, con corpo robusto, lungo da 5 a 30 mwjqmm. Il mwjgtegumento è generalmente rivestito da una peluria, ma non presenta setole sviluppate. Le livree sono in genere poco appariscenti, con colorazioni variabili dal nero al grigio al bruno al giallastro. Come nella generalità dei mwjwTabanomorpha, sono caratterizzati da un mwkadimorfismo sessuale che si evidenzia principalmente nella conformazione degli occhi. Un altro elemento di differenziazione nella morfologia dei sessi, ricorrente ma non esclusivo di questa famiglia, è la conformazione dell'apparato boccale, adattato all'mwkqematofagia nella femmina.

Il mwkwcapo è largo e di forma semisferica, mwlaoloptico nel maschio e mwlqdicoptico nella femmina. Gli mwlgocchi composti sono ben sviluppati in entrambi i sessi, spesso iridescenti con pigmentazioni zonali distinte. Gli mwlwocelli possono essere presenti, in numero di tre, oppure assenti o rudimentali. Le mwmaantenne sono morfologicamente riconducibili al tipo aristato, ma hanno la struttura primitiva tipica della generalità dei Tabanomorpha: il mwmqflagello presenta il primo flagellomero (terzo articolo antennale) morfologicamente distinto, generalmente più grande rispetto agli altri antennomeri, sormontato all'apice da uno stilo segmentato composto da 2-8 articoli a forma di anello e progressivamente più sottili.

L'mwqwapparato boccale è breve e robusto, di tipo mwraperforante-succhiante nella femmina delle specie ematofaghe e mwrqsucchiante non perforante nel maschio di tutte le specie e nelle femmine non ematofaghe. L'apparato boccale pungente ha la conformazione di un breve pungiglione atto a lacerare, più che a perforare, la mwrgcute dell'ospite e succhiarne il mwrwsangue. Il mwsalabbro superiore è conformato a doccia aperta ventralmente (lato orale), rivestita dallmwsq'mwsgepifaringe. Le mwswmandibole e le mwtalacinie mascellari sono trasformate in stiletti conformati a lama tagliente, i mwtqpalpi mascellari sono composti da 1-2 articoli; sono ben sviluppati, allungati e ingrossati, ma non partecipano alla funzione perforante-succhiante. La mwtgprefaringe è anch'essa stilettiforme ed è percorsa al suo interno dal canale salivare. Il mwtwlabbro inferiore è più sviluppato in lunghezza, è di consistenza carnosa, è conformato a doccia, aperta anteriormente, e termina all'estremità distale con due espansioni carnose (mwualabelli). In posizione di riposo, tutte le appendici boccali sono alloggiate nella doccia del labbro inferiore, con l'eccezione dei palpi mascellari che sono posizionati anteriormente rispetto alla proboscide. I maschi hanno mandibole non funzionali e non sono perciò in grado di pungere.

Il mwagtorace è ampio e poco convesso. Le mwawzampe sono relativamente brevi, hanno mwbapretarsi provvisti di tre lobi subeguali (un mwbqarolio e due mwbgpulvilli) e speroni all'estremità delle mwbwtibie medie e talvolta anche in quelle posteriori. Le mwcaali sono ben sviluppate, completamente trasparenti o più o meno pigmentate, talvolta a bande (es. mwcqChrysops), ripiegate orizzontalmente a V in fase di riposo ai lati dell'addome. I mwcwbilancieri sono sormontati da un'ampia squama alare, detta mwdacaliptra.

L'mwdgaddome è largo e leggermente compresso in senso dorso-ventrale e mostra sette mwdwuriti apparenti.

La nervatura alare ha la struttura primitiva tipica della generalità dei Tabanoidea ed è sostanzialmente simile a quella dei mwpwRhagionidae e degli mwqaAthericidae, con cui condivide le seguenti caratteristiche:

• la mwqwcosta è estesa all'intero margine dell'ala;
• la mwrqradio si suddivide in quattro ramificazioni (Rmwrg1, Rmwrw2+3, Rmwsa4 e Rmwsq5), con mwsgsettore radiale relativamente lungo e con ramo Rmwsw2+3 tendente a convergere verso la terminazione di Rmwta1 a seguito di una curvatura con concavità verso il margine costale;
• la mwtgmedia suddivisa in quattro ramificazioni (Mmwtw1, Mmwua2, Mmwuq3 e Mmwug4);
• la mwvacellula discale è presente, per chiusura da parte della nervatura trasversa mediale (m-m);
• i tratti terminali delle vene Mmwvg1, Mmwvw2 e Mmwwa3 hanno origine dai vertici distali della cellula discale;
• la mwwgcubito e la mwwwprima anale convergono e si uniscono poco prima del margine, chiudendo la mwxacellula cup.

Rispetto agli Athericidae, la nervatura alare dei Tabanidi si differenzia per i seguenti caratteri:

• l'apertura della cellula marginale (Rmwya1) è ampia per la distanza che intercorre fra le terminazioni di Rmwyq1 e Rmwyg2+3
• la seconda cellula submarginale è molto ampia per l'apertura della biforcazione Rmwza4+5 e per la lunghezza relativa dei due rami terminali;
• la terza e la quarta cellula posteriore (Mmwzg2 e Mmwzw3) hanno ampiezze uguali per i percorsi paralleli dei rami Mmw0a3 e Mmw0q4;
• le due cellule basali (bm e br) sono relativamente brevi per la posizione centrale della cellula discale.

Rispetto ai Rhagionidae, la nervatura nei Tabanidi si differenzia invece per i seguenti caratteri:

• la biforcazione Rmw1g4+5 è ottusa, con rami terminali ampiamente divergenti;
• la seconda cellula submarginale si apre in corrispondenza dell'apice dell'ala, perciò i rami Rmw2a4 e Rmw2q5 confluiscono rispettivamente prima e dopo l'apice.
• la curvatura del ramo Mmw2w1 è moderata e assume perciò un percorso sostanzialmente parallelo a quello di Mmw3a2;
• con l'eccezione del genere mw3gChasmia, la cellula cup è sempre chiusa (aperta invece in alcuni generi rappresentativi dei Rhagionidae).

Larva

La mw4glarva dei tabanidi è mw4wapoda e microcefala, con capsula cefalica piccola e conica, in parte infossata nel torace. Il corpo è cilindrico, affusolato nella zona cefalica. Il segmenti toracici e quelli addominali portano per la maggior parte un caratteristico cercine anulare plurilobato.

Biologia

Il ciclo dei tabanidi è univoltino, con una generazione l'anno e svernamento allo stadio di larva. Le femmine dei tafani depongono le uova in masse compatte sulle piante erbacee o altri supporti sopra i substrati adatti alla crescita delle mw7alarve, che appena nate si lasciano cadere. Le larve hanno habitat terrestre, semiacquatico o acquatico, ma in genere sono associate ad ambienti umidi, spesso in prossimità di corsi d'acqua, paludi, stagni, ecc. Le larve terrestri vivono in terreni umidi o altri substrati con simili caratteristiche. Il regime dietetico è zoofago e si comportano come mw7qpredatrici di altri mw7ginvertebrati. Nella predazione, la larva perfora il tegumento della preda con la robusta capsula cefalica e si alimenta conficcandovi il capo.

Occasionalmente le larve di alcune specie possono passare a un regime mw8afitofago, comportandosi come le larve dei mw8qTipulidae, nutrendosi in genere a spese di piante acquatiche. Eventuali danni economici possono interessare le colture di mw8grisocite-ref-servadei-2-0[2].

Lo sviluppo postembrionale si svolge in 1-2 anni e passa, secondo la specie, attraverso 5-11 stadi larvali e uno di mw-apupa. A maturità, in mw-qprimavera, la larva si sposta in un substrato asciutto, spesso sabbioso, e completa il ciclo di sviluppo all'interno di una camera sotterranea, priva di protezioni assimilabili a mw-gbozzoli o mw-wpupari. Lo sfarfallamento avviene all'inizio dell'estate. Gli adulti hanno una vita breve.

L'interesse relativo alla biologia dei tabanidi si concentra in particolare sulle abitudini alimentari degli adulti. Tutti i tafani, allo stadio adulto, si nutrono di mw-qnettare ma, analogamente a quanto avviene nei Nematoceri ematofagi, le femmine della maggior parte delle specie devono alimentarsi a spese del mw-gsangue dei mw-wvertebrati per garantirsi l'apporto mwaqaproteico necessario a completare la maturazione delle uova.

Ematofagia

In merito all'ematofagia delle femmine si riscontrano tre differenti comportamenti:

• specie con femmine non ematofaghe: la femmina non necessita mai dell'assunzione di sangue;
• specie con femmine ematofaghe e autovigeniche: la femmina non necessita dell'assunzione di sangue per la prima ovideposizione, ma deve assumere sangue per completare la maturazione delle uova nei cicli successivi;
• specie con femmine ematofaghe non autovigeniche: la femmina necessita sempre dell'assunzione di sangue, anche per completare la maturazione delle uova della prima ovatura.

L'ematofagia dei tafani si manifesta in genere a carico dei grandi mammiferi erbivori, come gli mwaq4equini e i grandi mwaq8ruminanti, con l'eccezione degli mwaraovinicite-ref-servadei-2-1[2], ma gli attacchi si possono rivolgere anche ad altri mwarumammiferi. Diverse specie, inoltre, attaccano altri vertebrati come gli mwaryuccelli, i mwarcrettili e gli mwarganfibi. L'mwarkUomo è attaccato in ambienti rurali e forestali, laddove si rileva un'alta concentrazione di questi mammiferi e dei tabanidi a loro associati. L'attività si svolge in pieno giorno, in giornate calde e afose e in assenza di vento, con la massima intensità in piena e tarda estate. Alcune specie, come mwaroHematopota pluvialis, sono particolarmente aggressive in prossimità dei temporali.

Tipica dei tafani ematofagi è la concentrazione degli attacchi in parti specifiche del corpo, per esempio testa o arti posteriori. Tale comportamento sarebbe dovuto al meccanismo di attrazione, basato sulla percezione dei colori attraverso la vista. Nel mwar01961 I. M. Mackerras osservò femmine di mwar8Pseudotabanus lunulatus accanirsi sugli pneumatici caldi delle auto, scambiati erroneamente per il capo di un possibile ospitecite-ref-3[3]cite-ref-4[4]. L'attività si svolge con punture insistenti, concentrate nelle stesse parti del corpo della vittima. L'emissione del sangue avrebbe inoltre un effetto attrattivo su altri individui. Nel complesso, questi comportamenti offrono perciò la sensazione di un accanimento insistente e aggressivo, nei confronti della vittima, tale da renderlo proverbiale.

La "puntura" dei tafani è in realtà una lesione effettuata lacerando la pelle con le mandibole taglienti, lasciando fuoriuscire il sangue succhiato per mezzo del canale alimentare.

Glicifagia e relazioni con le piante

I maschi hanno invece regime dietetico glicifago e si nutrono esclusivamente a spese del nettare. Possono tuttavia alimentarsi occasionalmente succhiando il mwatasiero emesso dalle piaghe delle ferite sugli animalicite-ref-servadei-2-2[2]. Di particolare interesse biologico, evoluzionistico ed ecogeografico è il ruolo dei tafani come insetti impollinatori; in particolare va citato il caso del sottogenere mwatuPiloliche (Piloliche), comprendente specie mwatcafrotropicali caratterizzate da un singolare sviluppo in lunghezza dell'apparato boccale. Queste specie, in particolare mwatgPhiloliche aethiopica, sarebbero i soli impollinatori, insieme ad altri brachiceri della famiglia mwatoNemestrinidae, di varie piante del mwatsSudafrica a mwatwcorolla tubulosa molto lunga, appartenenti alle famiglie mwat0Orchidaceae, mwat4Iridaceae e mwat8Geraniaceae.cite-ref-5[5]cite-ref-6[6]cite-ref-7[7]cite-ref-8[8]

Mobilità

Malgrado la struttura primitiva delle ali, i tabanidi sono buoni volatori e possono, potenzialmente, coprire anche grandi distanze. Tendono tuttavia a stazionare nell'ambiente frequentato dalle loro vittime e in genere si spostano con brevi voli. Prediligono gli spazi aperti, perciò, a differenza di altri ditteri molesti, non si rinvengono all'interno delle abitazioni e dei ricoveri zootecnici. Le aggressioni nei confronti dell'uomo avvengono perciò sempre all'aperto e con maggiore frequenza a spese delle persone che transitano o stazionano in prossimità di mandrie al pascolo.

Sistematica

La sistematica dei Tabanidae risente dell'ampia attenzione che da lungo tempo gli studiosi hanno dedicato a questa famiglia. I Tabanidae vantano infatti una notevole rappresentanza di esemplari conservati nelle collezioni e di specie descritte anche relative a regioni, come quelle tropicali, per le quali l'entomofauna è in generale ancora poco conosciuta. Il problema relativo a questo contesto è che il lavoro di revisione sistematica incontra dei limiti operativi quando di una specie si dispone solo di esemplari conservati in collezioni e di una vecchia descrizione: infatti le chiavi di classificazione, in passato, si basavano ampiamente sui caratteri cromatici degli occhi, soggetti ad alterazione nel tempocite-ref-zootaxa-9-0[9]. Nell'ambito dei Tabanidae esistono perciò ancora molte specie, spesso uniche all'interno di un genere, la cui classificazione è basata esclusivamente sulla descrizione originaria dell'autore e gli elementi disponibili sono insufficienti per permetterne una collocazione esatta in un albero tassonomico articolato per famiglie e tribù. In letteratura, pertanto, diversi generi sono citati in una precisa collocazione sistematica, mentre per altri non si ha una collocazione generica all'interno della famiglia dei Tabanidae.

Non mancano i casi di incongruenza. Nel mwaweBioSystematic Database of World Dipteracite-ref-10[10] sono segnalate le specie mwawyHystromyia leucochaeta mwawcZimin, 1983, e mwawgHystriomyia valentinae mwawkZimin, 1983, come appartenenti ai Tabanidae, ma le sole informazioni relative al genere mwawoHystriomyia mwawsPortschinsky, 1881, riguardano specie appartenenti ai mwawwTachinidaecite-ref-11[11]cite-ref-12[12]cite-ref-13[13].

Il contributo più significativo a una moderna definizione della tassonomia dei Tabanidae si deve a I. M. Mackerras (1954, 1955), che suddivise la famiglia in quattro sottofamiglie, Chrysopinae, Pangoniinae, Scepsidinae e Tabaninaecite-ref-zootaxa-9-1[9]cite-ref-14[14]cite-ref-mack33-15-0[15]cite-ref-16[16]. Il nome Chrysopinae, derivato dal genere mwazaChrysops, costituiva un conflitto di omonimia con una sottofamiglia dei mwaziNeurotteri, il cui nome deriva da mwazmChrysopa (mwazuNeuroptera: mwazyChrysopidae). Secondo le linee guida dellmwazc'mwazgmwazkInternational Code of Zoological Nomenclature la radice del nome di un mwazotaxon al rango di famiglia o sottofamiglia deve derivare dalla radice del nome del suo genere più rappresentativo; nel caso di un nome terminante in mwazs-a o mwazw-s, la radice si ottiene omettendo l'ultima letteracite-ref-iczn-17-0[17]. mwaaeChrysops e mwaaiChrysopa producono la stessa radice, generando perciò l'omonimia di due sottofamiglie distinte perché appartenenti a due ordini differenti. In questi casi, il Codice contempla la risoluzione dell'omonimia applicando come radice, per una delle sottofamiglie o famiglie, il nome intero del generecite-ref-iczn-17-1[17]. La sottofamiglia Chrysopinae dei Tabanidae è stata perciò rinominata in "Chrysopsinae"cite-ref-18[18]

In continuo aggiornamento, il numero di specie descritte ammonta attualmente a circa 4.400, ripartite fra oltre 140 generi. La suddivisione tassonomica della famiglia, secondo lo schema di Mackerras è la seguente:

• Famiglia mwabqTabanidae

mwabcmwabgSottofamiglia Chrysopsinae. Tribù: mwabomwabsmwabwmwab0Bouvieromyiini mwab8Chrysopsini mwaceRhinomyzini mwacmmwacqSottofamiglia Pangoniinae. Tribù: mwacymwaccmwacgmwackPangoniini mwacsPhilolichini mwac0Scionini mwac8mwadaSottofamiglia Scepsidinae. Non è contemplata la suddivisione in tribù. Vi sono compresi i generi mwadiAdersia, mwadqBraunsiomyia, mwadyScepsis

mwaeamwaeeSottofamiglia mwaeiTabaninae. Tribù: mwaemmwaeqmwaeumwaeyDiachlorini mwaegDaematopotini mwaeoTabanini

Questo schema di ripartizione, largamente adottato ancora oggi, è incompleto a causa della difficoltà oggettiva di inserimento di diversi generi. Lo stesso Mackerras, nel suo ampio lavoro di riordino sistematico, non ha avuto modo di dare una precisa collocazione a diversi generi oppure ha formulato un posizionamento con riserva a livello di sottofamiglia ma non di tribùcite-ref-mack33-15-1[15]. È probabile che in un prossimo futuro la sistematica interna dei tabanidi possa essere ulteriormente migliorata con l'acquisizione di informazioni più approfondite dall'analisi cladistica, resta tuttavia l'incognita relativa alle numerose specie più o meno rare la cui descrizione verte su un vecchio lavoro di classificazione, aspetto ancora non risolto.

La letteratura dedica una particolare attenzione alle sottofamiglie più rappresentative, per diffusione e numero di specie (Chrysopsinae, Pangoniinae, Tabaninae). Le principali chiavi di determinazione si basano sulla presenza degli speroni tibiali e sul numero di flagellomeri nelle antenne:

• Chrysopsinae: speroni nelle zampe medie e posteriori e flagello composto da non più di sei articoli;
• Pangoniinae: speroni nelle zampe medie e posteriori e flagello composto da 8-9 articoli;
• Tabaninae: speroni solo nelle zampe medie.

Filogenesi ed evoluzione

Sotto l'aspetto evolutivo i tabanidi costituiscono un gruppo con particolari peculiarità, presentando nel loro ambito caratteri morfologici ed etologici tipicamente primitivi, come la complessità della struttura della nervatura alare, la struttura anulata del flagello antennale, la struttura stilettiforme dell'apparato boccale, l'ematofagia delle femmine, ma anche caratteri che si evidenziano con l'adattamento evolutivo dei ditteri parallelo all'evoluzione delle mwafwAngiospermae. In quest'ultimo caso è interessante la presenza di linee che manifestano lo sviluppo in lunghezza dell'apparato boccale come specializzazione nella glicifagia e che raggiunge la più alta espressione nei mwaf0Philoliche sudafricani: la nutrizione in volo stazionario di questi insetti, sfruttando la lunga proboscide, è un esempio di convergenza evolutiva che riguarda da un lato altri ditteri primitivi (ad esempio i già citati mwaf8Nemestrinidae) e, nell'ambito dei mwagaLepidotteri, la famiglia degli mwageSphingidae. In ogni modo diversi caratteri, oltre all'associazione con piante a impollinazione entomogama, testimoniano una collocazione dei tabanidi nell'ambito dei ditteri che si sono evoluti dopo l'estinzione di gran parte dei ditteri primitivi occorsa fra il mwagiGiurassico e il mwagmCretaceo.

La maggior parte dei fossili classificati fra i Tabanidae risalgono al mwaguCenozoico, ma è documentato il ritrovamento di tabanidi più antichi risalenti al tardo mwagyGiurassicocite-ref-evenhuis-19-0[19]cite-ref-20[20].

Sotto l'aspetto mwahafilogenetico, i tabanidi si posizionano come mwaheclade mwahimonofiletico nel ramo più tardivo dei mwahmTabanoidea, in stretta correlazione con la famiglia degli mwahqAthericidaecite-ref-21[21]cite-ref-22[22].

Habitat e diffusione

I tabanidi sono in generale associati ad ambienti rurali o forestali e rifuggono dagli spazi chiusi. La maggiore concentrazione dei tafani ematofagi si rileva in località che ospitano elevate densità di popolazione dei potenziali ospiti. Le specie di maggiore interesse sanitario sono perciò più frequenti in zone ad alta vocazione mwaigzootecnica, soprattutto con animali allevati in stabulazione libera oppure al mwaiopascolo o allo stato brado, oppure presso parchi e riserve naturali che ospitano popolazioni di mwaiscervidi e altri ungulati.

Famiglia cosmopolita, il suo areale comprende anche le isole più remote di tutte le mwai0regioni zoogeografiche della Terra, con l'eccezione dell'mwai4Antartide, e si estende oltre il 60° di mwai8latitudine, fino al limite superiore della mwajataiga. La maggiore concentrazione di specie si ha nelle regioni tropicali.

In mwajiEuropa la famiglia è rappresentata da poco più di 200 specie ripartite fra 13 genericite-ref-24[24]:

• Sottofamiglia Chrysopsinae. È rappresentata da poco più di 20 specie appartenenti ai tre generi:

• mwajsChrysops
• mwaj4Nemorius
• mwakeSilvius

Il genere più rappresentativo è mwakqChrysops, con 16 specie.

• Sottofamiglia Pangoniinae. È rappresentata da 21 specie, tutte appartenenti al genere mwakcPangonius.
• Sottofamiglia Tabaninae. Comprende la maggior parte delle specie europee, ripartite fra i seguenti generi

• mwakwAtylotus
• mwak8Dasyrhamphis
• mwaliGlaucops
• mwaluHematopota
• mwalgHeptatoma
• mwalsHybomitra
• mwal4Philipomyia
• mwameTabanus
• mwamqTherioplectes

I generi più rappresentativi sono mwamcTabanus (66 specie), mwamgHybomitra (41 specie), mwamkHematopota (28 specie) e mwamoAtylotus (17 specie).

In mwamwItalia sono segnalate circa 80 specie distribuite fra 11 genericite-ref-25[25]:

• mwanmAtylotus (5 specie)
• mwanuChrysops (9 specie)
• mwancDasyrhamphis (7 specie)
• mwankHematopota (9 specie)
• mwansHybomitra (15 specie)
• mwan0Nemorius (1 specie)
• mwan8Pangonius (9 specie)
• mwaoePhilipomyia (2 specie)
• mwaomSilvius (1 specie)
• mwaouTabanus (22 specie)
• mwaocTherioplectes (3 specie)

Importanza economica e medico-sanitaria

La dannosità dei Tabanidae ematofagi si manifesta in tre aspetti:

• danni economici causati al settore zootecnico
• disagi e malessere causati alle persone e agli animali domestici
• trasmissione di agenti patogeni

I danni economici sono dovuti alla riduzione delle produzioni zootecniche a causa dello stress causato sugli animali domestici attaccati sistematicamente dai tafani. L'accanimento persistente in parti del corpo non raggiungibili causano stress, riduzione dell'appetenza, indebolimento per il prelievo di sangue, trasmissione di infezioni più o meno gravi. Anche senza l'insorgere di malattie infettive, l'attività dei tafani porta alla riduzione dell'indice di conversione degli alimenti, del peso vivo, della secrezione lattea, con conseguenti perdite di produzione vendibile in termini di mwapqcarne e mwapulatte.

Il disagio e il malessere sono dovuti al senso di fastidio provocato dall'insistenza con cui i tafani, anche quando sono isolati, si accaniscono sulla vittima. Al disagio si aggiunge anche il danno diretto provocato dalle punture: la puntura dei tafani è infatti dolorosa e provoca reazioni allergiche che si manifestano con irritazioni cutanee estese e prolungate nel tempo sotto forma di arrossamenti, gonfiori e prurito. Nei soggetti più sensibili, le punture dei tafani possono provocare mwapcshock anafilattico.

La possibilità di trasmissione di agenti patogeni rappresenta l'aspetto più estremo della dannosità dei tafani dal punto di vista medico e veterinario. Diversi tabanidi ematofagi sono potenziali vettori di mwapkvirus, mwapobatteri, mwapsprotozoi, mwapwnematodi, senza una particolare specificità biologica. Il motivo risiede nell'etologia dei tafani e nel meccanismo di trasmissionecite-ref-26[26]. La puntura dei tafani è molto dolorosa e quindi richiama subito l'attenzione della vittima, la cui reazione può interrompere l'alimentazione dell'insetto e costringerlo a spostarsi in un altro punto o su un altro ospite. Per completare un pasto, un tafano deve in genere praticare più punture e, spesso, su ospiti diversi, a breve distanza di tempo. Questo comportamento facilita la trasmissione accidentale e meccanica di agenti patogeni con un meccanismo analogo a quello della trasmissione di mwaqevirus non persistenti da parte degli mwaqiafidi sulle piantecite-ref-27[27]: il patogeno non instaura alcuna relazione biologica con il vettore, è prelevato per contatto accidentale dell'apparato boccale con il sangue di un ospite infetto e trasmesso subito dopo con la puntura su un ospite sano.

Alcune malattie che possono essere trasmesse accidentalmente dai tafani sono riportate nella seguente tabella:

| Affezione | Agente eziologico | Tassonomia | Ambito veterinario | Ambito umano | Fonte |
|---|---|---|---|---|---|
| anemia infettiva equina | virus | Lentivirus | equini | | [ 28 ] |
| antrace o carbonchio | batteri | Bacillus anthracis | bovini | possibile | [ 29 ] |
| surra | protozoi | Trypanosoma evansi | varie specie selvatiche e domestiche | ? | [ 30 ] [ 31 ] [ 32 ] |
| tularemia | batteri | Francisella tularensis | roditori, conigli, cervidi | possibile | [ 32 ] [ 33 ] |

Lotta contro i tafani

La lotta contro i tafani ematofagi è impossibile a causa dei seguenti motivi:

• l'habitat e l'etologia delle larve non permette interventi preventivi in questa fase, come è contemplato invece per i mwaweNematoceri ematofagi;
• la dispersione degli adulti in ambienti aperti rende del tutto inefficace l'uso di insetticidi, a prescindere dall'impatto ambientale degli interventi di questo tipo;
• la presenza in spazi aperti rende inoltre impossibile l'adozione di barriere meccaniche.

La protezione preventiva del corpo con prodotti repellenti, disponibili in commercio è totalmente vana poiché i tafani non sono attirati dall'odore ma dal calore. Molti governi infatti hanno dimostrato che l'unico strumento efficace per la lotta dei tafani è la trappola per tafani.

In caso di punture si ricorre all'uso di prodotti specifici per il trattamento delle punture da insetti, come gli mwawgantistaminici e, in caso di infiammazioni più gravi e prolungate, all'uso di prodotti mwawkcorticosteroidi combinati con mwawoantibiotici.

Note

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Collegamenti esterni

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